Risalgono
al 1427 i primi acquisti della Famiglia Corsini nel "Popolo" di
San Casciano in Val di Pesa.
Si trattava di tre poderi composti dalla casa del lavoratore (capanna),
altri annessi, e terra da vino ed olio. Due di questi avevano anche il frantoio
per le olive.
Sempre nel 1427 le carte del Catasto fiorentino testimoniano anche l'acquisto
di metà del "Palazzo delle Corti" con i circostanti terreni
nel "popolo" di San Piero di Sotto.
Gli acquisti di terreni e poderi si susseguirono nei secoli fino a raggiungere
la massima estensione (32 poderi) nella seconda metà dell'800.
Fattoria Le Corti con
la sua splendida Villa Rinascimentale fu, per la famiglia Corsini, luogo
di breve villeggiatura e mai residenza per lunghi periodi dell'anno. Alla
morte di Tommaso Corsini (1835-1919) la Villa non fu più abitata
e rimase chiusa fino a quando nel 1992 Duccio Corsini, primogenito del Principe
Filippo, e sua moglie Clotilde Trentinaglia de Daverio, decisero di eleggerla
a loro dimora stabile, dedicandosi a riaprire e restaurare le sale e gli
appartamenti e, contemporaneamente, a riordinare il giardino riportandolo
alle linee essenziali tracciate nel periodo rinascimentale.
Solo attraverso la rinascita dell'attività economica Villa Le Corti
poteva ritornare al suo antico splendore.
Nel 1992 anche la fattoria e le sue tradizionali produzioni furono sconvolte
dal vento del cambiamento. La conduzione tradizionale, che vedeva vino,
olio e cereali come prodotti "materia prima" da vendere a chi
li avrebbe trasformati e venduti, fu abbandonata.
L'idea, motore del rinnovamento, fu quella di rivolgersi "direttamente"
al consumatore finale e per lui produrre olio vino e vita in campagna. L'incontro
di Duccio Corsini con l'enologo Carlo
Ferrini, nel luglio del 1992, rappresentò il primo capitolo
di questa storia: nacque la produzione
vitivinicola, fiore all'occhiello, oggi, delle attività di Fattoria
Le Corti, apprezzata sia a livello internazionale che nazionale. La tradizione
di produttori di olio extravergine di oliva è rimasta inalterata
migliorando la tecnologia di estrazione e conservazione dell'olio.
Duccio e Clotilde, che hanno due figli - Filippo e Elena Clarice -, enfatizzando
il rapporto con il consumatore finale, aprono le porte della loro grande
villa per la manifestazione Alla Corte del
Vino: la mostra mercato giunta alla sua sesta edizione, che dal
1997 presenta i migliori vini di Toscana.
Duccio Corsini è anche promotore, con Oliva di Collobiano, di Giardini
in Fiera, affascinante esposizione internazionale sul giardino e
il paesaggio che si svolge dal 1994, nella terza settimana di settembre,
a Villa Le Corti.
Breve storia della famiglia Corsini
"I Corsini gente di popolo anche loro; anche loro destinati a ottenere nella città dei miracoli straordinario successo. Lavorare senza sosta, anche a volte rischiare, sempre cercare nuovi sbocchi al commercio, creare nuovi prodotti , quando il mercato si mostra stanco di quelli finora offerti: questa la lezione che i Corsini impararono presto, che è di quelle che servono per divenire ricchi. Il denaro darà vita a grandi opere d'arte commissionate ad artisti valenti; il denaro edificherà edifici pubblici e privati che offriranno nuovo volta alla città .I Corsini sperano nel futuro; vivono d'altronde in una città com'è Firenze, che nel domani crede fermamente; che anzi sul domani imposta ogni sua azione".
Credono
nel domani, i Corsini, ma forse mai avrebbero ai loro inizi potuto prevedere
un traguardo che li avrebbe visti tanto grandi, per ricchezza e per gloria.
Ottenuta quest'ultima sia nella vita politica della Firenze che li aveva
accolti; sia in quella di una Roma della Chiesa, che li vedrà protagonisti
in più occasioni.
Una famiglia prodigio, dunque. E' la risposta più soddisfacente che
si possa dare quando si parla di loro.
Giunsero
a Firenze alla fine del 1100 provenienti dai pressi di Poggibonsi, piccola
città situata tra Firenze e Siena. Nella ricca Firenze del trecento
e del quattrocento divennero tra i più, prima commercianti e poi
banchieri come riportato anche nella Cronica di Giovanni Villani.
All'inizio del Trecento, il capo della famiglia, Tommaso di Duccio
(?-1366), avviò, come spesso succedeva, i suoi figli e quelli del
fratello Niccolò verso la carriera politica, quella ecclesiastica
e l'attività economica. I Corsini seppero affermarsi in tutti e tre
i settori. Filippo di Tommaso emerse nella vita politica, Andrea
di Niccolò, morto nel 1373, vescovo di Fiesole, fu fatto Santo
nel 1624 da Papa Urbano VIII; Pietro di Tommaso divenne cardinale
e fu vicinissimo a Papa Urbano V in esilio ad Avignone e fu tra gli artefici
del ritorno della sede Pontificia a Roma. Nei primi due secoli, fino al
1450, non vi furono successi economici e politici, ma anche disavventure
e fallimenti il più famoso dei quali fu quello che vide il sistema
bancario fiorentino fallito a seguito della situazione politica e militare
di Edoardo III, Re d'Inghilterra, che non tenne fede a quanto promesso.
E' a seguito di questa situazione che Matteo di Niccolò (1322-1402)
andò molto giovane in Inghilterra presso i cugini Stracciabende,
che in quegli anni erano maestri di moneta alla corte del Re d'Inghilterra.
Nei diciotto anni trascorsi in Inghilterra Matteo accumulò una discreta
fortuna, commerciando lana, seta e aringhe. Tornato a Firenze, acquistò
molte terre, ma non abbandonò l'attività mercantile che fu
sempre la base della ricchezza dei Corsini fino alla metà del 1700.
Ricevette il titolo di Conte Palatino dall'imperatore del Sacro Romano Impero
Carlo IV. Fu colpito duramente dalle confische dei beni durante la guerra
degli otto santi e dovette onorare i debiti procurati da suo nipote (1380).
Con i Medici i rapporti di Casa Corsini sono alterni. Li vedremo infatti
in buona armonia, durante il Principato mediceo, ma nel momento della repubblica,
se così poteva essere definita pur riconoscendo che il potere era
già nelle mani della famiglia di Cosimo il Vecchio, i Corsini hanno
mostrato di arrendersi malvolentieri all'invadenza dei Medici.
4 novembre 1494 - Luca Corsini decise, da solo, di far suonare le
campane a martello, convinto che fosse giunta l'ora che il popolo si muovesse
contro il debole Piero, figlio del Magnifico. Il fatto che Corsini anticipò
Pier Capponi nel suonare le campane fiorentine mostra che non corresse buon
sangue fra loro e i Medici. Rapporti che all'epoca di Cosimo il Vecchio
erano buoni a tal punto da veder assegnato ad un Corsini la rappresentanza
del Banco Mediceo a Roma. I rapporti con i Medici furono stabilmente buoni
quando, dopo l'assedio di Firenze del 1530, ebbe inizio il principato mediceo
che durò fino alla seconda metà del '700.
I grandi acquisti fondiari e di opere d'arte cominciano verso l'inizio del
1600, ovunque in Toscana, in Umbria, nel Lazio. La solidità patrimoniale
è dovuta soprattutto ai fratelli Filippo (1538-1601) e Bartolomeo
(1545-1613) di Bernardo che crearono a Londra dal 1567 un importante
ufficio commerciale collegato con Firenze con un rapido servizio postale
privato. Le lettere di Bartolomeo, che viveva a Londra, impiegavano meno
di tre giorni per attraversare la manica e mezza Europa e poi arrivare a
suo fratello Filippo a Firenze. Oltre che commercianti e banchieri i fratelli
Corsini, 250 anni prima di Tommaso, assicuravano con successo il naviglio
commerciale dei primi armatori greci. L'enorme fortuna delle loro attività
mercantili fu per la gran parte investita in beni immobili sparpagliati
in Umbria Lazio e Toscana e poi vincolata in fidecommessi (i precursori
dei "Trust" utilizzati ancor oggi nel mondo anglosassone). I Corsini
comprarono fattorie, fecero costruire e restaurarono ville e palazzi a Pisa,
Firenze, Viterbo e Roma e ai successivi tre membri della famiglia, Filippo
di Lorenzo, suo figlio Bartolomeo e al figlio di questi, Filippo,
si devono gli acquisti che porteranno alla costruzione dei loro due palazzi
fiorentini: quello sul Lungarno Corsini e quello in via del Prato, ancora
oggi entrambi di proprietà della famiglia. Nel 1621 comprarono il
Casino degli Acciaioli ed un ampio terreno d'intorno sul Prato. Il Palazzo
fu costruito su disegno di Buontalenti intorno al 1575 e portato a termine
da Gherardo Silvani che realizzò anche il loggiato ed il giardino
all'italiana ornato da statue in marmo di B. Bozzolini. Nel 1675, Filippo
(1647-1706) commissionò a Foggini la costruzione della cappella in
onore di S. Andrea Corsini nella Chiesa del Carmine a Firenze. Nel 1690
cominciò la costruzione ad opera degli architetti Silvani e Ferri
del Palazzo sul Lungarno Corsini che durò fino al 1698. Al primo
piano del Palazzo, nell'appartamento prospiciente il Lungarno, fu ordinata
in "Galleria Gentilizia" una parte importante dei dipinti fino
ad allora acquistati o commissionati dai Corsini. Ancora oggi la Galleria
Corsini appartiene alla Famiglia e previo appuntamento è visitabile.
Nel 1697, non ancora finita la costruzione del Palazzo cominciarono la trasformazione
e decorazione della Villa di Castello fuori Firenze. Nel 1730 il Cardinale
Lorenzo (1652-1740) fu eletto Papa col nome di Clemente XII,
dopo un conclave che durò quattro mesi. Nato a Firenze nel 1652,
al momento dell'elezione aveva circa 80 anni. Non era certo un Papa giovane;
conosceva però l'amministrazione della Chiesa, avendo avuto funzioni
di tesoriere sotto il precedente pontefice: Alessandro VIII. Era esperto
in cose di finanza, e questo era importante, in un momento in cui le casse
del papato erano quasi vuote.
Pasquino questo scrisse all'epoca:
Sono stato un ricco abate
Un comodo prelato
Un povero cardinale
E un papa spiantato.
Uomo colto e grande mecenate fondò i musei Capitolini e commissionò
a Roma importanti opere monumentali; tra queste si ricordano la Fontana
di Trevi e la facciata della basilica di San Giovanni in Laterano nella
quale fece costruire la cappella di famiglia dedicata a S. Andrea, la facciata
di Santa Maria Maggiore, il Palazzo della Consulta il porto di Anzio, di
Ravenna e di Ancona.
Suo nipote Neri (1685-1770) divenuto cardinale, nel 1736 acquistò
dai Riario il palazzo alla Lungara, ampliato dal Fuga, nel quale sistemò
la collezione di stampe e disegni, la ricchissima biblioteca, nota come
la biblioteca corsiniana, e l'importante raccolta di dipinti. Palazzo Corsini
alla Lungara fu acquisito al patrimonio del Regno d'Italia nel 1883 ad opera
di Tommaso Corsini (1835-1919), che fondò, nel Palazzo, l'Accademia
dei Lincei donando la raccolta di stampe e dipinti (oggi conosciuta col
nome di "Collezione Corsini") e la Biblioteca Corsiniana (http://www.galleriaborghese.it/corsini/it/).
Il primo principe di Sismano fu Bartolomeo (1683-1752), figlio di
quel Filippo che ordinò la costruzione del Palazzo Corsini sul Lungarno;
nipote prediletto di Clemente XII, fu comandante della Cavalleria Romana,
Presidente del Gabinetto di Re Carlo III a Napoli (quindi Vice-Re di Sicilia),
e Grande di Spagna.
I Corsini, che il Settecento aveva visti più romani che fiorentini,
tornarono in gran parte a Firenze nel secolo che seguirà.
Neri (1771-1845), figlio di Bartolomeo (III principe di Sismano 1729-92)
ricoprì cariche importanti sia durante il periodo Napoleonico che
dopo la restaurazione Borbonica (1815). Fortemente orientato al mantenimento
dell'indipendenza della Toscana riuscì ad ottenere molto per la Toscana
da entrambi i regimi. Ministro dell'Interno e plenipotenziario al Congresso
di Vienna ottenne, tra le altre, la restituzione di moltissime opere d'arte
confiscate durante l'occupazione francese della Toscana; nell'ultimo anno
di vita fu primo ministro e ministro degli esteri.
Tommaso (IV Principe di Sismano 1767-1856) suo fratello, visse per
lo più a Roma salvo varie missioni diplomatiche a Parigi e poi a
Vienna nel periodo Napoleonico. Tornò a Roma dopo la restaurazione
e fu più volte senatore; dopo i moti del 1848-49 tentò un
governo moderato ma rifiutando di aderire alla Repubblica di Roma fallì
e rimase a Firenze fino a quando Pio IX (1847-78) rientrò in città.
Il V Principe di Sismano, Andrea (1804-1868) fu, come lo zio, ministro
degli esteri del granducato
Fu Tommaso Corsini (VI Principe di Sismano1835-1919),a traghettare
la famiglia Corsini ed il suo patrimonio verso l'Italia dei Savoia; fece
importanti donazioni di opere d'arte e cedette il Palazzo Corsini di Roma
allo Stato. Oltre ad essere figura politica di grande rilievo (deputato
del regno dal 1865 al 1882, di seguito senatore a vita ed infine sindaco
di Firenze), non tralasciò la cura del patrimonio: fondò La
Fondiaria Assicurazioni, presiedette la Cassa di Risparmio di Firenze, fu
presidente della Società Italiana per le strade ferrate meridionali
ed ebbe un ruolo importante nel successo delle società elettriche
del centro Italia.
Ma la sua vera passione fu l'archeologia e quindi intraprese molte campagne
di scavi la più importante delle quali fu quella di Marsiliana dove
scoprì moltissimi tesori etruschi che donò al Museo
Archeologico di Firenze. Sposò Anna Barberini Colonna che con
sua sorella Luisa, sposata a Pier Francesco Corsini, erano le ultime
discendenti di quel ramo di casa Barberini.
Ebbe otto figli di cui due maschi: il Principe Andrea (VII
Principe di Sismano (1866- 1952), che non si sposò e Don Filippo
Marchese di Laiatico, sindaco di Firenze. Il Principe Tommaso (VIII
Principe di Sismano 1903-1980)figlio di Filippo ebbe il difficile compito
di tramandare la tradizione dei Corsini in un nuovo mondo prodotto dalla
somma di 2 eventi drammatici per l'Italia: la Dittatura Fascista e la II
Guerra Mondiale. Anche Tommaso fu coinvolto nella vita politica italiana
contribuendo come deputato della Costituente alla formazione della Costituzione
che ancora regola la nostra vita repubblicana. Fu un grande esperto di agricoltura
e di allevamenti contribuendo non poco all'ammodernamento del settore in
Toscana ed in Umbria; sua moglie Donna Elena riuscì a salvare
la Galleria Corsini e molti altri tesori d'arte dai bombardamenti e dal
passaggio del fronte durante la II guerra mondiale. Loro figlio Filippo
(1937) è il IX e attuale Principe, è sposato con Giorgiana
Avogadro di Valdengo e Collobiano ed è padre di Duccio
(1964) Duca di Casigliano, sposato con Clotilde Trentinaglia de
Daverio, da cui Filippo ed Elena Clarice; di Elena
Sabina (1966),sposata con Brando Quilici da cui Corso;
Nencia (1969), sposata con Benedetto Bolza, da cui Giorgiana;
Elizabetta Fiona (1969) da cui Leone, Neri e Zara
Boatto.