Intorno a Villa Le Corti si sviluppa la sua fattoria: circa 250 ettari dedicati alle produzioni tipiche di questa regione, il vino Chianti Classico e l'Olio Extra Vergine di Oliva.
Alla
coltivazione della vigna è destinato circa un quinto dell'intera
proprietà: 49 ettari.
Nel 1995 è iniziato il lavoro di rinnovo degli impianti vitati e
la densità media dei ceppi per ettaro è passata dai tradizionali
3.000 agli attuali 6.000. La maggioranza dei vigneti è destinata
a Sangiovese, signore della nostra denominazione: il Chianti Classico.
Sono inoltre presenti come uve a bacca rossa Merlot, Cabernet Sauvignon
e Canaiolo, e come uve a bacca bianca Malvasia toscana e Trebbiano.
Anche
la forma di allevamento ed i metodi di impalcatura del vigneto sono cambiati.
La forma di allevamento prescelta è il cordone speronato, e l'impalcatura
delle piante è a 60 cm dal suolo, così da beneficiare il più
possibile del calore della terra.
La giacitura dei vigneti è abbastanza omogenea con orientamenti che
partono da Sud Est e ruotano fino a Sud Ovest, ad una altitudine che varia
tra 220 e 350 metri sul livello del mare.
I terreni, di provenienza lacunare e di costa, sono caratterizzati da uno scheletro molto importante e una struttura con ghiaie alternate ad argille. Presentano un fertilità media e una discreta dotazione in sostanza organica e in microelementi. Molta attenzione viene rivolta alle sistemazioni idrauliche-agrarie. Terreno, clima e altitudine danno vita sulle colline delle Corti a vini piacevoli dalla bella struttura, in cui prevalgono morbidezza, rotondità ed eleganza.
Fattoria Le Corti è
anche 13.000 piante di Olivo sparse per l'intera superficie della Fattoria.
Nel 1985 la coltivazione dell'olivo in Toscana fu completamente distrutta
dal gelo. Il paesaggio si modificò drammaticamente. Gli olivi secolari
delle Corti furono distrutti per il 96%.
Oggi la gran parte degli oliveti sono riuniti nella parte della Fattoria
che guarda Firenze ed il cultivar prevalente è il Frantoio; segue
per importanza il Moraiolo ed infine ci sono piante di leccino e pendolino.
Il programma di rinnovo dell'oliveto, iniziato nel 1986, è ancora
in atto.
Il Frantoio a macine non ha mai chiuso ed è ospitato in uno dei fabbricati settecenteschi addossati al Giardino della villa. Oggi combina la tradizione della lavorazione a macine delle olive con l'estrazione a decanter (centrifuga), moderna e pulita.
L'olio extra vergine
di oliva prodotto nel mese di novembre viene conservato in antichi orci
di terracotta imprunetina nell'Orciaia,
forse la più grande ed antica del Chianti.